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Fotomontaggio ricostruzione Tempera (AQ)

“Ho voglia di”, poesia di Clelia Scirri

Episodio 4

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Pubblicato da:
MMassarotti

11 anni fa, il 6 aprile 2009, il mio Abruzzo e L’Aquila in particolare, hanno subìto gli effetti devastanti del terremoto. Giusi Pitari ha fotografato puntualmente nel suo blog: giusipitari.blogspot.com il nero accecante del lutto, la ferita della distruzione e le speranze dei cittadini. Ma uno scritto in particolare in esso ospitato mi porta a riflettere su una delle conseguenze più tragiche per una comunità, la perdita della sua identità. Clelia Scirri, poetessa e amica di Giusi, nonché essa stessa terremotata, ha scritto infatti la seguente poesia: solo chi è privo di identità non la può capire. Ma può esistere mai nel più piccolo villaggio chi non ne possiede una? 

Ho voglia di paese,
delle sue strade anguste
che ti abbracciano,
dove si affaccia
la tua gente di sempre
che ti informa e ti racconta.
Ho voglia di case,
delle finestre socchiuse
da dove lo spiraglio
di profumi si espande.
Ho voglia di piazza
dove i ragazzi rumorosi
rincorrono una palla,
dove un cane randagio accasato
sta fermo tranquillo a guardare.
Ho voglia, col sole d’estate,
delle ombre allungate
del suono delle campane,
di coccodè di galline lontane.
Ho voglia di rose fiorite
A ridosso dei muri,
di aulenti balconi
con gerani e petunie.
Ho voglia di vedere
anziani e bambini vicini,
seduti a godersi il tepore,
fuori, sugli ultimi gradini.
Ho voglia di orme frettolose
Lasciate sulle viuzze innevate,
dell’odore buono del fumo
e delle voci ovattate.
Ho tanta voglia del mio paese
mentre osservo
la neve che cade!

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