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Vascello

La prima circumnavigazione nelle memorie di Pigafetta

Episodio 5

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Pubblicato da:
MMassarotti

Il 28 novembre del 1520, ben 500 anni fa, il navigatore portoghese Ferdinando Magellano, a capo di una flotta di 5 navi con 234 tra soldati e marinai, raggiunge l’Oceano Pacifico, dopo aver superato lo stretto situato tra la Terra del Fuoco e l’estremo Meridione dell’America Latina, a cui verrà attribuito proprio il nome di “Stretto di Magellano”.

La spedizione di Magellano, che è al servizio della corona di Carlo V di Spagna, fu la prima circumnavigazione del globo. Fu il primo a partire dall’Europa verso Ovest diretto in Asia e il primo europeo a navigare nell’Oceano Pacifico. La storia del suo viaggio è pervenuta tramite gli appunti di un suo uomo d’arme, il vicentino Antonio Pigafetta, che si adoperò per il resto della sua vita a mantenere viva la memoria di Magellano e della sua impresa.

Nella sua cronaca: “La Relazione del primo viaggio intorno al mondo”, scrive a proposito del varco dello Stretto che riporta il nome del suo venerato comandante:

“Costeggiando verso il polo antartico giungemmo a due isole presso terre popolatissime di oche, e di lupi marini. Copiosissime sono le prime, sicché men un’ora ne approviggionammo le cinque navi. Queste oche son nere ed hanno tutte penne ad un modo sì nel corpo che nelle ale: non volano ma vivono in mare di pesci.”

Nel maggio del 1520, navigando verso la Patagonia, la spedizione entrò in contatto con le popolazioni locali, la cui statura, dice Pigafetta, è molto più grande di quella degli spagnoli, che arrivavano a malapena alla cintura di questi uomini. Queste popolazioni indossavano vesti di pelle di lama, ancora sconosciute agli europei. Magellano ne approfittò per battezzarne alcuni e insegnò loro il “Pater Noster”.

Proseguendo ancora verso Sud la flotta riuscì dunque, non senza difficoltà, ad attraversare lo Stretto che collegava l’Oceano Atlantico con il Pacifico. L’equipaggio della nave Sant’Antonio a si ammutinò e fece ritorno in Spagna.

“Il capitano generale mandò la nave Santo Antonio insieme con la Concezione per vedere se quella bocca, che era verso scirocco, aveva esito nel mare Pacifico. La nave Santo Antonio non volle aspettare la Concezione, perchè voleva fuggire per ritornare in Ispagna, come fece. Il piloto de questa nave se chiamava Stefan Gomes, lo quale odiava molto lo capitan generale, perchè, innanzi [che] si facesse questa armata, costui era andato da lo imperatore per farse dare alcune caravelle per discovrire terra; ma per la venuta del capitano generale sua magestà non le li dette.”

Ferdianndo Magellano con i suoi fedelissimi entrarono ufficialmente nell’Oceano Pacifico dove navigò per più di tre mesi. Le provviste scarseggiavano, si mangiava pane vermicato ed avariato. A causa di una epidemia di scorbuto, a bordo morirono 19 marinai.

Oltretutto, “venticinque o trenta uomini se infirmarono, chi ne le braccia, ne le gambe o in altro loco, sicchè pochi restarono sani. Per la grazia de Dio, io non ebbi alcuna infermitade”, scrive Pigafetta. “In questi tre mesi e venti giorni andassemo circa de quattro mila leghe in uno golfo per questo mar Pacifico […] e se Iddio e la sua Madre benedetta non ne dava così buon tempo, morivamo tutti de fame in questo mare grandissimo.”

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1 comment
  • Ho ascoltato l’audio, ricco di espressione e sentimento nell’esporre la narrazione che altrimenti sarebbe solo un testo. Complimenti per riportarmi con i tuoi racconti nei tempi passati non privi di fascino e mistero.

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