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Sguardi

Episodio 16

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Pubblicato da:
MMassarotti

Testo: Stefano Servilio; Voce: Mario Massarotti

Sguardi

Tutto si riduce agli sguardi. 
Quelli ardenti, che si cavano gli occhi a vicenda, che se solo per un istante si intersecano, non si accontentano più. 
Un giorno qualunque di un mese qualsiasi, in un posto quale che sia, si incontrano e non si accontentano.
Magari muoiono, appoggiati a un lampione acceso di noiosa speranza. 
Sbocciano, stravaccati su un campo di ortiche che Dio solo lo sa. 
Oppure fissi, davanti alla vetrina di un negozio serrato, invadono. 
Su quel torno subito o chiuso per ferie, riflessi su silicio, s’incrociano. 
Non lo so da che e perchè, ma dipende e succede. 
In un disastroso o fortunato attimo, si sfidano e non si accontentano affatto. 
Si parlano, ma non si appagano.
Su profumo di pelle, immersi in organica e organolettica chimica e in effluvio che droga olfatto e solfeggia ninna nanna alla mente, loro non mollano. 
Su fuse distanze, impolverati marciapiedi, durante una messa di matrimonio che poi sono cazzi vostri oppure su un pontile sospeso, dove il mare di gennaio ringhia, sguardi. 
Quelli armonici, perfetti, ipnotici, malevoli, palesi. 
No, no, no, no… 
Quelli proprio che non si accontentano. 
In scenari improbabili e destinati, quattro e possenti occhi, s’infilano guantoni e poi giù, botte da orbi. 
E quelli, mica si accontentano.
Ficcanti, profondi, diabolici, ardimentosi. 
Quegli sguardi così, picchiano forte e non si accontentano proprio. 
Montanti allo stomaco, ganci al cuore e vorresti che il gong non suonasse mai. 
Non si accontentano e se le danno.
Di santa o anche no, ma forse senza ragione, martellano. 
Affascinanti, minacciosi, esaltati e feroci sguardi. 
Pupille efferate che squartano, fino a far vomitare budella, sventrare anime, sgozzare cervella e buonanotte ai suonatori. 
In un giorno qualsiasi di un qualunque mese, altrove o non so, sguardi.

Stefano Servilio

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