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Cuffia e microfono per lavorare da casa

Gli effetti “speciali“ della voce: la paralinguistica

Episodio 5

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Pubblicato da:
MMassarotti

Una lingua comunicherebbe poco o nulla se fosse costituita delle sole parole e dal loro significato semantico. Gli ascoltatori apprezzano la qualità delle nostre espressioni vocali quando associamo ad esse elementi che vanno oltre la parola, infatti sono definiti “paraverbali” o “paralinguistici”.

A rendere comprensibile tale concetto è l’esempio dell’attore. Egli nella sua parte utilizzerà una frase acuta o grave, delle pause, finanche silenzi, urlerà o parlerà sottovoce, scandirà le frasi oppure ne pronuncerà altre in modo molto rapido e così via. I motivi di questa variazione sono legati al significato del testo – che in questo caso è il “Re“ che guida il suo lavoro – al personaggio e di certo a ciò che il regista ritiene opportuno “far passare” al pubblico in base alla trama generale.

Dietro una valida interpretazione c’è l’immedesimazione totale dell’artista che permette agli spettatori di entrare anima e corpo nello spirito dei personaggi e a partecipare con le loro stesse emozioni.

Quest’ultimo aspetto tuttavia merita un approfondimento, nella presente puntata, conta più parlare della capacità di ognuno di noi di rendere semplicemente il proprio eloquio o anche una lettura ad alta voce destinata al pubblico, degni di essere apprezzati perché compiamo operazioni che ci distinguono sicuramente dal resto delle persone.

Vediamo allora quali sono gli elementi fondamentali che ci consentono di avere successo nella comunicazione verbale una volta che ne diventiamo consapevoli.

Durata

La durata fa riferimento al tempo occupato dai suoni prodotti. Di norma le vocali accentate durano di più se confrontate con quelle non accentate, inoltre la prima parte della frase risulta più veloce di quella finale e quest’ultima non a caso è anche meno intensa. La durata in genere subisce delle variazioni in base ai condizionamenti dialettali locali. È importante essere consapevoli che la pronuncia di una porzione di parola richiede il giusto tempo. Tale osservanza permette di evitare le cantilene tipiche del vernacolo.

L’altezza tonale

Saper padroneggiare questo parametro è davvero importante, il nostro modo di parlare assume ricchezza di sfumature e risultiamo senz’altro più accattivanti e incisivi. Il tono subisce delle variazioni in base al messaggio che viene espresso. Viene distinto il tono acuto da quello grave: ambedue sono definiti dal numero di vibrazioni delle corde vocali, più alte nel primo e più basse nel secondo. Generalmente ogni inizio frase richiede un tono alto che scende verso la conclusione. La variazione del tono in un discorso o in una lettura permette al messaggio di arrivare meglio e di mantenere alta l’attenzione dei destinatari.

Il volume

Definisce la cosiddetta “intensità” di un suono, e dipende dalla forza con cui lo emettiamo. Il volume va utilizzato in maniera opportuna senza risultare fastidioso. È necessario diventare consapevoli del nostro volume e, nel caso, modificarlo in base alle circostanze. Un volume troppo alto è indice di maleducazione e arroganza e non aiuta la comunicazione laddove si volesse risultare più comprensibili. Un volume troppo basso è indice di insicurezza, poca stima di sé, scarsa professionalità e non favorisce i rapporti interpersonali e lavorativi.

Tempo di esecuzione

Esso dipende dalla quantità di fonemi/sillabe/parole che pronunciamo in un dato tempo compresi i momenti di silenzio, ovvero le pause. Un parlato troppo veloce rischia di trasmettere ansia, agitazione o anche trascuratezza. Al contrario, un parlato troppo lento e controllato risulta poco naturale. Per adottare il tempo giusto occorre di norma valutarlo in base al contesto, al nostro ruolo, all’argomento e ai destinatari cui ci dirigiamo. Se provate a leggere alternando frasi lette velocemente ad altre lette più lentamente potete verificare come cambi la qualità globale della vostra interpretazione.

Velocità di articolazione

Indica come una persona parla rispetto alla scansione delle sillabe, cioè se le articola bene oppure le ipoarticola pronunciandone solo una parte o peggio ancora “sfilacciandole” come in uno stato di ubriachezza. Una buona articolazione consente al parlato di risultare comprensibile anche se il contesto è rumoroso oppure il suo volume basso. Esercitare l’articolazione prestando attenzione ad ogni singola sillaba è molto importante soprattuto per chi della voce fa un uso regolare e professionale.

Emozioni o stati d’animo

È ciò che traspare dalla nostra voce sul piano emotivo. Le emozioni si distinguono in:

  • cognitive (sorpresa, noia, curiosità, interesse);
  • dell’immagine (imbarazzo, umiliazione, vergogna, orgoglio);
  • sociali (antipatia, simpatia, amore, odio);
  • dell’immagine altrui (stima, disprezzo, ammirazione).

Il colore è il parametro maggiormente legato ai sentimenti e alle emozioni e rappresenta quella variabile che ci permette di dire una stessa frase con significati diversi. Pensiamo per esempio alla seguente: Questa sera voglio proprio divertirmi insieme a te. Se la rivolgo alla persona che amo assume un colore, nel caso in cui la indirizzo ad un individuo che non stimo, il colore è decisamente diverso. L’espressività e una comunicazione davvero efficace sul piano professionale, specie se diretta al pubblico, utilizza adeguatamente il colore e le capacità interpretative.

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